Brexit

Che cos’è la Brexit?

Il 23 giugno 2016 si è tenuto nel Regno Unito un referendum, con il quale i cittadini britannici sono stati chiamati a decidere se lasciare o restare nell’Unione Europea (leave or remain). La maggioranza dei votanti si è espressa a favore dell’uscita (c.d. Brexit).
Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato al Consiglio europeo l’attivazione della procedura di uscita dall’UE, invocando l’articolo 50 del trattato sull’Unione europea.

L’articolo 50 dice che ogni stato membro può decidere di ritirarsi dall’Unione europea conformemente alle sue norme costituzionali. Se decide di farlo, deve informare il Consiglio europeo della sua intenzione e negoziare un accordo sul suo ritiro, stabilendo le basi giuridiche per un futuro rapporto con l’Unione europea. L’accordo deve essere approvato da una maggioranza qualificata degli stati membri e deve avere il consenso del parlamento europeo. I negoziatori hanno due anni a disposizione dalla data in cui viene chiesta l’applicazione dell’articolo 50 per concludere un accordo, ma questo termine può essere esteso. Per il Regno Unito, essendo stata attivata la procedura in questione il 29 marzo 2017, i due anni sono scaduti il 29 marzo 2019.

Quando e come è prevista l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea?

Il Regno Unito e l’Unione Europea hanno condotto intensi negoziati per disciplinare le modalità di recesso e nel novembre del 2018 sono arrivati ad una bozza di accordo che prevede un periodo transitorio (almeno fino al dicembre 2020), durante il quale i Trattati e il diritto dell’Unione continuerebbero a trovare piena applicazione nel Regno Unito.

Tuttavia, detto accordo non è stato ancora ratificato dal Parlamento britannico.

Il 21 marzo 2019, il Consiglio europeo ha deciso di concedere al Regno Unito una proroga del termine di due anni dalla notifica previsto dall’art. 50 del Trattato sull’Unione europea.

La proroga sarebbe stata concessa fino al 22 maggio se l’accordo di recesso fosse stato ratificato dal Parlamento britannico entro la fine di marzo. Poiché questa ratifica non c’è stata, la proroga è stata accordata fino al 12 aprile 2019.

Qualora l’accordo di recesso non venisse ratificato entro quest’ultimo termine del 12 aprile, il Regno Unito potrebbe uscire dall’Unione europea senza accordo (c.d. hard Brexit o anche no deal).

Le istituzioni e le autorità, europee e italiane, sono impegnate ad assicurare un adeguato grado di preparazione a un'eventuale uscita del Regno Unito senza accordo (no deal); le compagnie e gli intermediari assicurativi devono farsi parte attiva nella preparazione.

Scenario no deal

Se dovesse verificarsi un'ipotesi di no deal, le imprese di assicurazione che hanno sede legale nel Regno Unito diventerebbero, a partire dalla data di recesso, imprese Extra-UE a tutti gli effetti, perdendo la possibilità di esercitare l’attività assicurativa in Italia secondo il diritto dell’Unione Europea.

Nel dettaglio, queste imprese perderebbero:

  • la libertà di stabilimento, cioè la possibilità di insediare in Italia una sede stabile senza autorizzazione da parte dello Stato Italiano;
  • la libertà di prestazione di servizi, cioè la possibilità di svolgere l’attività assicurativa in Italia senza avere una sede stabile.

I contratti assicurativi già stipulati resterebbero validi.

Per l’ipotesi di no deal, al fine di assicurare la stabilità finanziaria, l’integrità dei mercati e la tutela degli investitori, della clientela e degli assicurati, il Governo Italiano ha emanato il D.L. 25 marzo 2019, n. 22, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 25/3/2019. Il decreto, denominato “Misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest’ultimo dall’Unione europea”, detta, al Capo II, sezione I, la disciplina transitoria per il settore assicurativo. In particolare, le norme consentono alle imprese e agli intermediari assicurativi UK un’operatività limitata alla sola gestione dei contratti e delle coperture in essere alla data di recesso del Regno Unito dall’Unione Europea.

In sintesi, per il settore assicurativo, nell’ipotesi di recesso senza accordo e a partire dalla data di recesso, troveranno applicazione gli artt. 9, 10 e 11.

L’articolo 9, prevede per le imprese UK:

  • la cancellazione dall’Elenco delle imprese UE ammesse ad operare in Italia, elenco tenuto dall’IVASS; la possibilità, per un periodo transitorio di 18 mesi, esclusivamente di gestire i contratti e le coperture in corso alla data di recesso senza possibilità di stipulare nuovi contratti né rinnovare, anche tacitamente, quelli in corso;
  • l’obbligo di presentare all’IVASS, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del D.L. 22/2019, un piano con le misure di organizzazione e di gestione per procedere con regolarità e rapidità alla corretta esecuzione dei contratti e delle coperture in corso alla data di recesso, inclusi i pagamenti dei sinistri;
  • l’obbligo di informare, entro 15 giorni dalla data di recesso, anche mediante pubblicazione sul proprio sito web, i contraenti, gli assicurati e gli altri aventi diritto a prestazioni assicurative del regime di (limitata) operatività ad esse applicabile;
  • la possibilità per i contraenti di recedere senza oneri aggiuntivi dai contratti che hanno durata superiore all’anno.

L’articolo 10 prevede per gli intermediari UK:

  • la cancellazione dall’elenco annesso al RUI;
  • la cessazione dell’attività di distribuzione in Italia dei prodotti assicurativi, fatte salve le operazioni necessarie all’ordinata chiusura dei rapporti di distribuzione in essere, nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il termine massimo di sei mesi dalla data di recesso;
  • l’obbligo di informare, entro 15 giorni, anche mediante pubblicazione sul proprio sito web, i contraenti, gli assicurati e gli altri aventi diritto a prestazioni assicurative del regime di (limitata) operatività ad essi applicabile.

Gli intermediari UK sono consultabili nell’Elenco Annesso al Registro degli intermediari.

Sulle misure previste dal D.L. 25 marzo 2019 n. 22 il Segretario Generale Stefano De Polis è stato audito il 4 aprile 2019 dinanzi alla Commissione 6a (Finanze e tesoro) del Senato della Repubblica.

Iniziative dell’IVASS

In vista di una hard Brexit, l’IVASS già nel 2018 ha chiesto alle imprese di assicurazione con sede legale nel Regno Unito di:

  • adottare speciali piani di azione (contingency plans) per assicurare la continuità del servizio e l’esecuzione dei contratti stipulati in Italia;
  • informare prontamente i clienti italiani sulle misure adottate e sul loro impatto per i contratti in essere.

Sul punto è possibile consulta le FAQ dedicate.

L’IVASS ha seguito, in collaborazione con EIOPA (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali) e le altre Autorità nazionali, l’adozione e la corretta esecuzione dei piani d’azione e la correttezza dell’informativa agli assicurati sulle possibili conseguenze della Brexit.

Il 3 ottobre 2018 l’IVASS ha indirizzato alle imprese del Regno Unito operanti in Italia una lettera, richiamando la loro attenzione sulla necessità di procedere con tempestività a:

  1. inviare una adeguata informativa individuale sugli impatti della Brexit ai propri assicurati e beneficiari italiani, secondo le linee della Opinion EIOPA;
  2. pubblicare un’analoga informativa sul proprio sito internet;
  3. trasmettere appropriate istruzioni alle proprie reti distributive sulle informazioni da fornire agli assicurati attuali e potenziali.

Collegamenti alle pagine sulla Brexit delle altre Autorità di Vigilanza

Interventi del Governo italiano

  1. Pagina Brexit sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Link esterno)
  2. Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 50 (Link esterno)Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comunicato stampa del 20 marzo 2019
  3. Stabilità e sicurezza finanziaria: le misure sul "No-Deal Brexit" varate dal Consiglio dei Ministri (Link esterno)Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro - Comunicato stampa del 21 marzo 2019
  4. Informazioni sulle conseguenze e sui preparativi all'uscita del Regno Unito dall'Ue (Link esterno)Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comunicato stampa del 15 febbraio 2019
  5. BREXIT: l'Italia ha predisposto le misure transitorie per garantire la continuità dei mercati e degli intermediari anche in caso di no-deal (Link esterno)Ministero dell'Economia e delle Finanze - Comunicato stampa del 24 gennaio 2019
  6. Il Governo italiano prosegue la preparazione alla Brexit (Link esterno)Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comunicato stampa del 21 dicembre 2018

Interventi e interviste

  1. Intervista al Segretario Generale Stefano De Polis a DiMartedì La7 - 12 marzo 2019 (Video)
  2. BREXIT, 9,7 milioni di italiani assicurati con compagnie con sede in UK pdf 140.3 KB Intervista al Segretario Generale Stefano De Polis per la Newsletter IVASS, n. 1 - 20 febbraio 2019
  3. European regulators outline Brexit mitigation measures (solo in inglese) pdf 166.0 KB Intervista del Segretario Generale Stefano De Polis su InsuranceERM, 31 gennaio 2019